Il percorso che porta alla realizzazione della carovana “città bene comune” nasce dall’incontro tra la rete dei comitati di quartiere denominata “rete del mutuo soccorso” e la rete dei movimenti per il diritto all’abitare che unisce 4 movimenti, Action, bpm, coordinamento cittadino di lotta per la casa, comitato obiettivo casa. A cui si sono aggiunti, comitati, associazioni, singoli cittadini da tutte le parti della città.
Tutti veniamo dall’opposizione alle politiche di Veltroni in materia urbanistica, culminate nell’approvazione del Piano regolatore generale nei primi mesi del 2007.
L’amministrazione di centro-sinistra ha fatto gli interessi dei grandi costruttori, puntando sulla cementificazione del territorio, peggiorando la qualità della vita dei cittadina, senza dare risposta all’emergenza abitativa.
I cittadini sono stati esclusi dalle decisioni sul disegno della città, tanto che la tanto decantata “partecipazione” si è mostrata solo un feticcio dietro cui nascondere un patto con i costruttori.
Alemanno si pone in piena continuità con la precedente giunta, tanto che si prepara ad aggredire altro agro romano con il cosiddetto “Housing Sociale”, che non risolve l’emergenza abitativa.
Noi intendiamo inaugurare una stagione di autogoverno dei cittadini, elaborando e lottando per una città diversa da quella che intendono imporci i poteri forti della città e una classe politica sottomessa e complice.
Una città che rifiuta le periferie sterminate e senza servizi, ma punta sul recupero e la riqualificazione dell’esistente anche per affrontare l’emergenza abitativa; dove si punta sul trasporto pubblico e su ferro, sull’autogoverno dei cittadini e la valorizzazione di iniziative sociali e culturali autogestite, nonché sulla difesa degli spazi sociali.
IL 28 febbraio del 2009, all’insegna dello slogan “ la città è un bene comune. Riprendiamocela!!” abbiamo tenuto la “conferenza cittadina per il diritto all’abitare, la difesa del territorio e dei beni comuni”, in cui centinaia di cittadini hanno iniziato a progettare un’altra idea di città.
La città come bene comune.
Ma il nostro è un terreno di battaglia politica. Non ci limitiamo ad invocare un’altra città.
Per questo lanciamo la “carovana città bene comune”, in cui dispieghiamo la ricchezza prodotta nella conferenza in iniziative territoriali. Andremo nei luoghi della speculazione, ma anche nei luoghi della ricostruzione di un’altra idea di città.
La prima tappa e il lancio dell’iniziativa si è avuto il 2 aprile con una grande mobilitazione in campidoglio in cui abbiamo portato le nostre idee sotto gli occhi della giunta.
Partecipano alla carovana:
Rete Romana di Mutuo Soccorso, Rete dei Movimenti per il Diritto all’Abitare, ATTAC, Gruppo “non tacere”, Gruppo “Modello Roma”, CdQ Pigneto Prenestino, Unione Inquilini, Forum Ambientalista, Comitato Strade Verdi, Coordinamento Cittadini e Comitati Eur, legambiente garbatella, comitato per la riduzione dell’impatto ambientale dell’aeroporto di ciampino.
COMITATO NO CORRIDOIO ROMA-LATINA
La Giunta Marrazzo con l’autostrada denominata Corridoio Intermodale Roma-Latina, ha intrapreso unilateralmente e senza alcun coinvolgimento e partecipazione delle Comunità locali un percorso devastante per il territorio, oneroso per la collettività e i pendolari, inutile per la non risoluzione dell’accesso e dell’uscita da Roma.
L’impatto ambientale è insostenibile fin dall’inizio e per tutto il suo percorso all’interno del Comune di Roma, interferirà con il regime vincolistico (L. 431/85) della Riserva Naturale Statale del Litorale Romano, la Riserva Naturale di Decima-Malafede, le zone di interesse archeologico (Necropoli di Decima) tutelate integralmente dalla legge 1039, le zone umide, la Zona di Protezione Speciale e il Sito di Importanza Comunitaria di Castel di Decima.
L’autostrada che per il tratto Roma (Tor de Cenci) – Aprilia Nord. avrà una larghezza di circa 40 mt., più del doppio dell’attuale ss. Pontina (15 mt.), ridurrà di oltre 100 Ettari nel Parco di Decima-Malafede le aree boschive e seminative, arrecando un duro colpo al suo equilibrio naturale.
L’esproprio delle aree, in particolare nei by passes di Pomezia, Aprilia e all’altezza di Campoverde e Fossignano sconvolgerà gli standard abitativi, le attività agricole, zootecniche e produttive.
Il costo di 1.400 mln di Euro per 55 km. confrontato con quello del corridoio Livorno-Civitavecchia che è di 3.200 mln di Euro per 200 Km. e con quello di Storace che per la stessa lunghezza e lo stesso percorso, ma che contemplava perfino due corsie in più da Roma ad Aprilia, aveva un costo di 850 mln di Euro. Con un semplice confronto sorge un interrogativo: perché si sono gonfiati i costi di costruzione del 40%? E oltre al danno anche la beffa: con l’intervento dei privati pari al 60%, verrà imposto il pedaggio autostradale, lasciando i pendolari senza alcuna reale alternativa, perché la Pontina verrà cancellata. L’inutilità dell’autostrada è determinata dalla totale assenza di soluzioni per l’accesso e l’uscita da Roma, i pendolari continueranno a fare file interminabili perché il tappo rimarrà inesorabile, anzi, i tempi di attesa sono aumentati con l’apertura del mega Centro Commerciale EUROMA2!
Gravissima e allo stesso tempo ridicola, è la proposta deliberata della Giunta Veltroni dei due sfioccamenti all’altezza di Tor de Cenci. Il primo fiancheggerà Via del Risaro, passerà sotto la Via C. Colombo, fiancheggerà Via di Mezzocammino (dentro al Parco di Vitinia) e si innesterà sulla Via Ostiense.Il secondo passerà nella Valle di Perna e Monti della Caccia e si innesterà sulla Via Laurentina.
La volontà di lor signori, per quanto riguarda la gronda ferroviaria, è quella di collegare due poli commerciali come la nuova Fiera di Roma, l’OutLet e la futura Cinecittà World di Castel Romano disinteressandosi dei pendolari. In uno studio curato dalle Ferrovie dello Stato si è tra l’altro messa in evidenza l’estrema difficoltà tecnica ed economica del superamento del fiume Tevere.
L’autostrada, la bretella Cisterna – Valmontone e questo tipo di ferrovia, rispondono in primis al traffico commerciale privato nazionale e internazionale (leggi TIR).
Se si vuole rispondere a quel 70% di traffico pendolare che tutti giorni rimane bloccato per ore sull’attuale Pontina ed evitare la perdita di vite umane (14 solo nel 2008), le nostre comunità locali da 18 anni, chiedono: l’adeguamento della Pontina per la sicurezza sull’intera tratta Roma-Terracina, il potenziamento della linea ferroviaria trasformando in metropolitana la Roma-S.Palomba-Latina, i parcheggi di scambio, la tutela del Parco di Decima-Malafede e della vocazione agricola dell’agro romano e pontino. Ciò equivale a meno costi, meno impatto ambientale, più trasparenza, più efficacia ed efficienza.
La Giunta Marrazzo continua a percorrere la strada autoritaria del decisionismo verticista, nonostante:
1) l’appello sottoscritto tra gli altri da importanti personalità dell’ambientalismo, dell’urbanistica, del sindacalismo e della politica; 2) che i Consigli comunali di Pomezia, Ardea e Aprilia abbiano votato delibere contrarie all’autostrada; 3) che le decine di assemblee delle comunità locali abbiano espresso la loro ferma contrarietà e il ritiro del progetto “definitivo” dell’autostrada; 4) le 12.000 firme raccolte in calce alla petizione popolare.
Con il miglioramento e il potenziamento delle linee ferroviarie, otterremo anche una forte riduzione del traffico privato su gomma, determinando un miglior afflusso dei veicoli nella città di Roma.
Gualtiero Alunni
Portavoce del Comitato NO Corridoio Roma – Latina
FIRMA on line:http://www.PetitionOnline.com/ppnoc1/ x info: nocorridoio@tiscali.it
http://quartiereroma12.blogspot.com
ATTAC
Attac e’ un movimento
di autoeducazione popolare orientata all’azione, in particolare diretta a
contrastare il neoliberismo e la globalizzazione dominante. E’ presente in
oltre 40 paesi in europa, asia e america latina.
ha prodotto diverse ricerche
sulla difesa dei beni comuni, sul nuceare e gli effetti delle privatizzazioni,
e organizza ogni anno un’università popolare e partecipa alla costruzione di un
altro mondo possibile.
sito: www.attac.it
Parco Tor Tre Teste – Alessandrino
Il 13 febbraio 2007 nasceva il coordinamento per la difesa del parco tor tre teste alessandrino per contrastare il piano speculativo ai danni del quartiere previsto dalla delibera del cc 318/05 che prevede all’interno di un area verde vissuta e considerata dagli abitanti del quartiere come l’unica area verde e attrezzata del quartiere, un complesso residenziale composto di 4 palazzine di 6 piano una torre di otto piani e un centro commerciale.
Tutto questo cemento verrà posto a soli 70 mt dall’acquedotto alessandrino, mentre il parcheggio sotterraneo del centro commerciale insisterà proprio sopra la falda acquifera che i sondaggi geognostici avvenuti due anni fa hanno posizionato ad appena 10 mt di profondità. Va ricordato come nel passato il tentativo di utilizzare questa falda per irrigare il parco abbia provocato l’abbassamento della falda e del laghetto artificiale.
Inoltre il bosco di betulle che vive della falda acquifera verrà irrimediabilmente compromesso così come sarà compromessa anche la tenuta del terreno.
Ci sono inoltre problemi urbanistici di densità abitativa, di traffico e di affollamento, che l’edificazione prevista creerebbe facendo sforare di molto gli standard urbanistici.
Altro aspetto di cui bisogna tener conto è il coinvolgimento dei cittadini attraverso l’applicazione del regolamento sulla partecipazione popolare alle trasformazioni urbanistiche, necessario per addivenire ad una riqualificazione del territorio e che in questa occasione è stato volutamente, pensiamo noi, non applicato.
Per questo noi cittadini attraverso il coordinamento abbiamo proposto una delibera di iniziativa popolare e raccolto più di 8300 firme con le quali chiediamo innanzitutto l’abrogazione dell’accordo di programma e quindi della concessione edilizia (delibera n°318/05 del consiglio comunale di roma).
Questo deve essere il primo passo da fare, dopo il quale il coordinamento come già sta facendo darà tutta la sua piena disponibilità a collaborare con le istituzioni sia di prossimità come il municipio che centrali nel trovare soluzioni concrete e partecipate, ai problemi del quartiere e della domanda abitativa.
Inoltre la regione deve adoperarsi affinché venga rispettato il piano paesistico in particolare ptp 15/f valle dell’aniene di cui fa parte il parco tor tre teste alessandrino.
Luigi Giacinti
Portavoce del Coordinamento per la difesa del Parco Tor Tre Teste-Alessandrino
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