In data 28 febbraio 2009 presso un padiglione dell’ex Fiera di Roma si è tenuta la “conferenza cittadina per il diritto all’abitare, la difesa del territorio e dei beni comuni”, dove comitati di quartiere, movimenti di lotta per il diritto all’abitare, movimenti per la difesa della salute e dei beni comuni, associazioni e cittadini, hanno discusso e promosso un’idea di città come bene comune ed hanno deciso di unire le singole vertenze cittadine e territoriali all’interno di una battaglia complessiva. Una sfida politica che intendiamo lanciare al Sindaco, alla Giunta, alle forze politiche presenti nel consiglio Comunale di Roma per rivendicare un diverso modello di città e di sviluppo.
Dalla discussione del 28 Febbraio e dai successivi momenti di iniziativa e confronto è emersa una piattaforma con rivendicazioni e richieste precise:
1. Per anni (dalla sua gestazione, alla fase delle osservazioni, fino alla sua approvazione), ci siamo opposti alle logiche ad ai contenuti del NPRG di Roma. Oggi chiediamo un Provvedimento Immediato di Salvaguardia, che impedisca la degenerazione di una città lasciata, senza un disegno, messa sotto scacco dalla lobby dei costruttori
2. Modifiche sostanziali e profonde al NPRG sono necessarie, ma devono poggiare su un processo ampio di confronto con la cittadinanza. Devono sottrarre spazio alle smisurate cubature private (residenziali e commerciali in primis), restituire alla cittadinanza verde, infrastrutture di mobilità pubblica e sostenibile, servizi e spazi sociali e culturali, edilizia residenziale pubblica. Vogliamo che si apra una stagione di programmazione pubblica dello sviluppo urbano, che si punti sulla riqualificazione e sul riuso.
3. Manifestiamo la nostra contrarietà alla logica che porta a coprire dietro alla drammatica situazione dell’emergenza abitativa una nuova stagione di cementificazioni, espansione della città, assalto all’agro romano (vedi bando): rifiutiamo la logica della s/vendita del patrimonio pubblico e della cancellazione dell’Edilizia Popolare per mettere ancora una volta al centro le logiche fallimentari dell’iniziativa privata, del profitto di pochi e dell’indebitamento di tanti. Sulla Casa occorre realizzare un vero e proprio Piano Straordinario di Edilizia Residenziale Pubblica costruendo nelle aree già individuate (dentro il NPRG), utilizzando le oltre 200.000 case vuote e sfitte attraverso le leve urbanistiche e fiscali, acquisendo gli alloggi degli enti ancora invenduti, recuperando ed auto/recuperando il patrimonio inutilizzato e disponibile.
4. Tutto il Patrimonio inutilizzato, a partire dalle Caserme e dalle aree Demaniali che stanno per essere trasferite al Comune di Roma, deve essere utilizzato per realizzare Case Popolari, Servizi, Spazi di Socialità e Cultura per i nostri quartieri.
5. Fra le tante richieste che possono essere formulate all’interno di un eventuale processo di rivisitazione del NPRG ( che il Sindaco Alemanno ha più volte dichiarato di voler fare), vogliamo citare due questioni per noi imprescindibili:
a. L’eliminazione degli strumenti dell’accordo di programma e delle compensazioni, per valorizzare una reale programmazione pubblica che possa ridurre le cubature prevalendo sui “diritti edificatori quesiti” giuridicamente infondati;
b. La rivisitazione radicale del sistema delle centralità urbane: alcune da ridurre, quelle pubbliche da riqualificare con maggiori quote di servizi ed edilizia residenziale pubblica, realizzando un equilibrio di funzione e un incontro tra i cittadini in condizioni diverse. Altre da cancellare.
6. Vogliamo, inoltre, che si punti sul trasporto pubblico e non sull’utilizzo dell’automobile, valorizzando la multimobilità: la cura del ferro, con la chiusura dell’anello ferroviario – e in particolare il miglioramento e il potenziamento della rete ferroviaria esistente – il rilancio e la costruzione di una rete tranviaria – più funzionale delle metropolitane che sono costose e di difficile realizzazione – La realizzazione di un sistema integrato di piste ciclabili ( con la realizzazione del bici-plan e dell’anello verde ciclabile) e pedonali. Chiediamo “Strade Verdi” e i “corridoi della mobilità riservati ai mezzi pubblici”, strumento efficace e a costo zero, per il rapido accesso dalle periferie e dall’hinterland alla città storica. Chiediamo inoltre l’abbattimento della tangenziale e ci opponiamo alla realizzazione dell’autostrada Roma-Latina.
7. Esprimiamo preoccupazione per il clima di tensione che si respira attorno ad alcune importanti esperienze sociali e culturali cresciute dal basso nella nostra città, come alle occupazioni di carattere abitativo che rappresentano tutt’ora per tantissime persone l’unica risposta possibile alle proprie situazioni di emergenza. Chiediamo che venga realizzata nella città una fitta rete di spazi di aggregazione e cultura, una “Una Casa dei Cittadini e delle Culture” in ogni quartiere. Ci opporremo ad ogni sgombero come a tentativi di deportazione e repressione di ROM e Migranti.
8. Esprimiamo la nostra assoluta contrarietà all’incenerimento dei rifiuti in quanto sistema di smaltimento ad altissimo rischio per l’ambiente e la salute pubblica e vogliamo che Roma riconverta con urgenza il sistema di raccolta dei rifiuti con il sistema porta a porta spinto e generalizzato. Questa nuova modalità dovrà essere affiancata dalla realizzazione di isole ecologiche municipali, di adeguati impianti di compostaggio per l’umido e di Centri di riciclo per il secco differenziato. Chiediamo inoltre che gli impianti attuali di preselezione dell’AMA siano riconvertiti in veri impianti per la separazione a freddo di tutte le frazioni dei rifiuti indifferenziati e che si avvii una concreta azione di prevenzione e riduzione della produzione di rifiuti in genere e di imballaggi in particolare.
I Punti sopracitati rappresentano soltanto una parte delle nostre rivendicazioni, della miriade di proposte e vertenze centrali e locali che porremo all’attenzione dell’amministrazione; che saranno oggetto nei prossimi mesi di una articolata campagna di iniziative, mobilitazioni, conflitti e sulla quale chiediamo non solo l’apertura di un serrato confronto ma risposte precise.
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